Oggi tappa lunghetta, un po' piu' di 400 km. Quindi abbiamo deciso di non stare troppo sulla route ma di sfruttare la nuova I-40, ed uscire in posti strategici.
Colazione abbondante americana come sempre (uova, pancetta, fette di pane imburrato, succhini vari, ...) e via!
La prima tappa l'abbiamo fatta a Clinton, dove c'e' uno dei tanti musei sulla route, ma sembrava esser il piu' ben fatto (non solo negozio di souvenir, insomma)

In effetti dentro era molto carino. Ogni stanza rappresentava un decennio, a partire dagli anni '20, e c'erano ricostruzioni e spiegazioni un po' di tutto.
Segue riassunto della storia della strada (attivo la modalita' Piero Angela).
Negli anni '20 si e' deciso che serviva una strada ben fatta per spostare uomini e merci negli states. Hanno quindi deciso di fare la Route66 (nome proposto da un cowboy/attore di quegli anni). I primi tempi ovviamente la strada era sterrata o pavimentata con sassi. E' stata tristemente frequentata nel periodo della grande depressione del '29 (leggere "Furore" di Steinbeck!), e poi col boom e' stata ripavimentata e usata per scambi.
Dopo la seconda guerra mondiale e' stata pian piano abbandonata (come rotta principale, ma comunque usata dagli autoctoni per le brevi distanze) in favore delle piu' scorrevoli Interstate che sono state costruite a fianco. Dal '70 sono iniziati lavori per rimetterla in sesto per turismo/nostalgia, sotto proposta di alcuni personaggi pittorerschi.
(fine modalita' Piero Angela)
Venendo alle cose un po' piu' pacchiane, qui una riproduzione di una roadhouse (ristorante-bar sulla strada) degli anni '50.

Usata anche nei periodi "Peace and Love" dagli hippie.

Quindi avanti, saltando di strada in strada, con un po' di classiche vedute da Route66

Pillips 66 e' una catena di distributori (come dire Agip in Italia) che si trova in tutta l'America. E' ancora molto attiva come compagnia, ma alcuni distributori sono stati chiusi anni or sono, e sulla route sono stati recuperati e rimessi a nuovo (ma non sono comunque funzionanti).
Altra compagnia e' la Conoco, che a Shamrock aveva questo distributore, con motel annesso, in puro stile art deco, in voga degli anni '30 (e piuttosto pacchiano a rivederlo)

A Shamrock era tempo di pausa pranzo. Abbiamo superato il Mc Donald in favore di un altro locale per famiglie americano, col parcheggio pieno di pickup.

Notare l'unto sulla carta dell'hamburger.
Ah, e quel bicchierone gigante e' una coca 'piccola'...

Avanziamo ancora per qualche miglio nell'Oklahoma, caratterizzata da paesaggi piuttosto marziani, con distese di terra rosso fuoco.

Poco prima del confine, passiamo per Texola, ridente cittadina di ben 36 abitanti.
Sul muro di una birreria abbandonata si legge questo.

...uhm...ok!
E dopo un po', altro cambio di stato. Come si intuiva dal nome della cittadella di poco fa, siamo in Texas!

Qui in poche miglia il paesaggio cambia drasticamente, diventando subito molto piu' erboso (erba un po' secca, visto il caldo, ma pur sempre erba).
Gli stabili abbandonati e desolati comunque restano, con il loro fascino.



Passiamo anche per Groom, una cittadina di pochi abitanti, con in periferia una gigantesca croce bianca, che fino a poco fa era la piu' grande degli USA.

Se non si e' ancora capito, gli americani ce l'hanno con 'sta cosa del 'qualcosa' piu' grande del mondo/d'america.
E noi ci adeguiamo.
Nota di contorno. Gia' si sapeva, comunque confermiamo che gli americani sono piuttosto fondamentalisti e fanatici in quanto a religione.
Si trovano i versi del Padre Nostro su cartelli lungo i campi di pannocchie, cartelloni pubblicitari con sopra McDonald e sotto "Jesus is the answer", e una sacco di diversi tipi di cristiani di cui sapevamo a malapena l'esistenza (luterani, metodisti, nazareni, chiesa di Cristo, battisti, ...).
Liberi di pensarla come vogliono, ci mancherebbe, ma vedendo queste cose si capisce un po' perche' ce l'hanno cosi tanto con gli altri.
Mio punto di vista, estremizzare non e' mai un bene...
Colazione abbondante americana come sempre (uova, pancetta, fette di pane imburrato, succhini vari, ...) e via!
La prima tappa l'abbiamo fatta a Clinton, dove c'e' uno dei tanti musei sulla route, ma sembrava esser il piu' ben fatto (non solo negozio di souvenir, insomma)
In effetti dentro era molto carino. Ogni stanza rappresentava un decennio, a partire dagli anni '20, e c'erano ricostruzioni e spiegazioni un po' di tutto.
Segue riassunto della storia della strada (attivo la modalita' Piero Angela).
Negli anni '20 si e' deciso che serviva una strada ben fatta per spostare uomini e merci negli states. Hanno quindi deciso di fare la Route66 (nome proposto da un cowboy/attore di quegli anni). I primi tempi ovviamente la strada era sterrata o pavimentata con sassi. E' stata tristemente frequentata nel periodo della grande depressione del '29 (leggere "Furore" di Steinbeck!), e poi col boom e' stata ripavimentata e usata per scambi.
Dopo la seconda guerra mondiale e' stata pian piano abbandonata (come rotta principale, ma comunque usata dagli autoctoni per le brevi distanze) in favore delle piu' scorrevoli Interstate che sono state costruite a fianco. Dal '70 sono iniziati lavori per rimetterla in sesto per turismo/nostalgia, sotto proposta di alcuni personaggi pittorerschi.
(fine modalita' Piero Angela)
Venendo alle cose un po' piu' pacchiane, qui una riproduzione di una roadhouse (ristorante-bar sulla strada) degli anni '50.
Usata anche nei periodi "Peace and Love" dagli hippie.
Quindi avanti, saltando di strada in strada, con un po' di classiche vedute da Route66
Pillips 66 e' una catena di distributori (come dire Agip in Italia) che si trova in tutta l'America. E' ancora molto attiva come compagnia, ma alcuni distributori sono stati chiusi anni or sono, e sulla route sono stati recuperati e rimessi a nuovo (ma non sono comunque funzionanti).
Altra compagnia e' la Conoco, che a Shamrock aveva questo distributore, con motel annesso, in puro stile art deco, in voga degli anni '30 (e piuttosto pacchiano a rivederlo)
A Shamrock era tempo di pausa pranzo. Abbiamo superato il Mc Donald in favore di un altro locale per famiglie americano, col parcheggio pieno di pickup.
Notare l'unto sulla carta dell'hamburger.
Ah, e quel bicchierone gigante e' una coca 'piccola'...
Avanziamo ancora per qualche miglio nell'Oklahoma, caratterizzata da paesaggi piuttosto marziani, con distese di terra rosso fuoco.
Poco prima del confine, passiamo per Texola, ridente cittadina di ben 36 abitanti.
Sul muro di una birreria abbandonata si legge questo.
...uhm...ok!
E dopo un po', altro cambio di stato. Come si intuiva dal nome della cittadella di poco fa, siamo in Texas!
Qui in poche miglia il paesaggio cambia drasticamente, diventando subito molto piu' erboso (erba un po' secca, visto il caldo, ma pur sempre erba).
Gli stabili abbandonati e desolati comunque restano, con il loro fascino.
Passiamo anche per Groom, una cittadina di pochi abitanti, con in periferia una gigantesca croce bianca, che fino a poco fa era la piu' grande degli USA.
Se non si e' ancora capito, gli americani ce l'hanno con 'sta cosa del 'qualcosa' piu' grande del mondo/d'america.
E noi ci adeguiamo.
Nota di contorno. Gia' si sapeva, comunque confermiamo che gli americani sono piuttosto fondamentalisti e fanatici in quanto a religione.
Si trovano i versi del Padre Nostro su cartelli lungo i campi di pannocchie, cartelloni pubblicitari con sopra McDonald e sotto "Jesus is the answer", e una sacco di diversi tipi di cristiani di cui sapevamo a malapena l'esistenza (luterani, metodisti, nazareni, chiesa di Cristo, battisti, ...).
Liberi di pensarla come vogliono, ci mancherebbe, ma vedendo queste cose si capisce un po' perche' ce l'hanno cosi tanto con gli altri.
Mio punto di vista, estremizzare non e' mai un bene...
e non hai fotografato quei cartelli!? ma tio uccido!
RispondiEliminama scusa un'attimo cosa stanno acendo sotto la quasi croce più grande degli states? semrba una rappresentazione della via crucis con tanto di ladroni e flagellazione!
Hai indovinato, c'è una via crucis con statue a grandezza naturale, con tanto di collinetta con le 3 croci. E per rovinare il tutto, nell'edificio a fianco negozio di souvenir religiosi.
EliminaComunque di cartelli ce ne sono ancora. Ci farò una foto.
Ah lo spero bene!
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