venerdì 31 agosto 2012

Petrified Forest and Painted Desert

Gli USA hanno un sacco di parchi nazionali,  e molti li abbiamo affiancati.
Stavolta abbiamo deciso di godercene uno, non essendo la solita foresta ma essendo dedicato a paesaggi ben poco comuni ai nostri occhi.

Si tratta del parco della "Pietrified Forest" (foresta pietrificata), che contiene al suo interno anche il "Painted Desert" (deserto dipinto? Pessima traduzione... vabbe').

Intanto una breve premessa sui parchi americani (o almeno su molti di essi).
I nostri parchi sono delle zone tenute con un po' piu' di riguardo rispetto al normale, ed in cui e' generalmente proibito, salvo permessi, entrare in auto.
Qui al contrario i parchi hanno generalmente un ingresso a pagamento in quanto ci si entra di base in auto (intatti i biglietti si vendono ad ato, non a persona), e si attraversano appunto in auto. C'e' una sola strada con qualche deviazione immersa nel parco, con alcuni anelli da percorrere a piedi.
Sembra una cosa un po' pigra e poco ecologica (e, per certi versi, lo e'), pero' per contro viene molto ben preservato lo stato naturale del parco, in quanto la gente non puo' muoversi al di fuori dei percorsi stabiliti.
Un modo un po' diverso di intendere le cose, insomma.

Insomma approciamo il "casello" d'ingresso al parco, e per 10$ il ranger ci da il biglietto per l'auto (che ci sia una persona o 5 aull'auto, comunque si pagano 10$).

La prima parte del parco e' il Painted Desert.
Si tratta di una distesa di colline sabbiose, create da millenni di depositi sedimentari, passaggio di fiumi, azioni del mare (che ai tempi ricopriva la zona) e dei venti.




La zona, come si puo' intuire, era principalmente desertica. Qualche pozzo pero' e' stato trovato dalle popolazioni nomadi, che hanno iniziato ad insediarsi nella zona, vivendo di caccia e di agricoltura (qualcosa riuscivano a cavarci da queste terre aride). A testimonianza di cio', sono visibili vari graffiti di epoca preistorica.


Tra il deserto e la foresta pietrificata il paesaggio ricorda quello della route.



E poco piu' avanti, il parco decide di ricordare la route, che ha portato nella zona i primi turisti e studiosi.



Avanziamo ancora qualche miglio ed arriviamo alla foresta pietrificata.

Si tratta di una via di mezzo tra un deserto ed una prateria, dove si trovano sparsi degli alberi pietrificati



Quegli ammassi che sembrano un po' legno un po' roccia sono appunto...alberi di roccia.

A quanto abbiamo capito (se ci sono geologi/archeologi in ascolto coreggano), ai tempi dei dinosauri (di cui sono stati trovati molti fossili nella zona) c'era una specie di foresta tropicale. Gli alberi caduti sono stati sepolti da vari strati di fanghi particolari a seguito di inondazioni ed altri eventi. Durante la decomposizione, il legno e' stato man mano sostituito da composti rocciosi. Il risultato sono queste cose qua', dei tronchi di roccia. Veramente particolari da vedere e da toccare!


Purtroppo non rimangono tantissimi esemplari, in quanto dopo la scoperta della zona verso la meta' dell'ottocento, molti esemplari sono stati portati via. La zona e' stata dichiarata zona protetta dallo stato nei primi anni del '900, ma i rangers hanno iniziato a controllare la zona molti anni dopo, quindi i "turisti" provenienti dalla route 66 hanno continuato a fare bottino di questi reperti ancora per anni.
Tuttora dicono che ogni mese vengano sottratti dal parco circa una tonnellata di reperti.
Tutto il mondo e' paese...

3 commenti:

  1. Sono veramente affascinanti le immagini che ci proponi...ho un po' di invidia!! Molto chiari e grdevoli i vs. commenti!!Mangia un piatto di fagioli alla messicana anche per me. Qui oggi è un freddo cane, beati voi al caldo..sbuf.. sbuff.
    Buona continuazione e un bacioni a tutti e due.

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  2. marianna e giampaolo31 agosto 2012 alle ore 11:45

    Non si può dire che l'America sia affollata!

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  3. E' lo stesso problema dei sassi della Toscana!
    Foto stupende, che posti!

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